Richiesta urgente di accertamenti sull’allevamento suinicolo segnalato in provincia di Treviso
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Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito alle gravissime condizioni che sarebbero state documentate all’interno di un allevamento suinicolo della provincia di Treviso, inserito nel circuito delle produzioni DOP. La vicenda è stata resa pubblica dall’associazione Essere Animali e ripresa, tra gli altri, da Il Gazzettino:
Secondo quanto riportato, filmati risalenti al 2022 avevano già mostrato gabbie parto, suinetti trattati violentemente e animali in condizioni critiche. Nuove immagini, raccolte nel maggio 2026, sembrerebbero confermare e aggravare il quadro precedente. I filmati mostrerebbero topi ed escrementi vicino al mangime, numerosi corpi di suinetti nelle gabbie parto, scrofe fortemente debilitate o affette da gravi prolassi apparentemente non trattati, nonché ingenti quantità di farmaci veterinari conservati nei locali. All’esterno della struttura sarebbe stata inoltre documentata una carriola contenente corpi di suinetti, lasciati esposti agli agenti atmosferici e accessibili alla fauna selvatica, con possibili conseguenze sotto il profilo sanitario e della biosicurezza. Ulteriori immagini mostrerebbero suinetti afferrati e scaraventati in carrelli metallici, animali colpiti o trascinati e interventi improvvisati su scrofe in condizioni critiche.
Riteniamo che la precisione e la gravità degli elementi pubblicamente segnalati impongano accertamenti tempestivi e approfonditi. L’articolo non rende noto il nome dell’azienda né il Comune nel quale essa si trova. Chiediamo pertanto alle autorità competenti di contattare direttamente l’associazione Essere Animali, acquisire i filmati originali e ogni informazione utile all’esatta individuazione della struttura.
Chiediamo:
di identificare con urgenza l’allevamento oggetto dei filmati;
di effettuare un sopralluogo congiunto e, possibilmente, senza preavviso da parte dei Servizi veterinari e dei NAS;
di verificare le condizioni sanitarie e di benessere di tutti gli animali presenti;
di accertare la presenza di animali feriti, debilitati o affetti da patologie non adeguatamente trattate;
di verificare la presenza di roditori ed escrementi nei locali e l’eventuale contaminazione del mangime;
di controllare modalità, tempi e documentazione relativi alla raccolta e allo smaltimento dei corpi;
di verificare la corretta conservazione, prescrizione, registrazione e somministrazione dei farmaci veterinari, con particolare attenzione agli antibiotici;
di acquisire e valutare i verbali dei controlli svolti nella struttura dal 2022 a oggi;
di verificare la conformità dell’allevamento alla normativa sul benessere dei suini, sulla biosicurezza e sui controlli ufficiali;
di informare gli organismi di controllo e certificazione della filiera DOP interessata;
di adottare immediatamente tutte le prescrizioni, sanzioni e misure cautelari previste, compresa la sospensione dell’attività o il sequestro qualora ne ricorrano i presupposti;
di comunicare, nel rispetto della riservatezza delle eventuali indagini, se siano già stati effettuati controlli e quali provvedimenti siano stati adottati.
La permanenza in attività della struttura, qualora le condizioni documentate fossero confermate, renderebbe indispensabile comprendere come sia stato possibile che una situazione già segnalata nel 2022 si sia protratta fino al 2026.
Restiamo in attesa di un riscontro scritto e di rassicurazioni concrete circa la tutela degli animali coinvolti, della biosicurezza e della salute pubblica.
Cordiali saluti.
Collettivo Voce Animale