Chiediamo chiarimenti sulla macellazione dei 61 maiali sequestrati a Peccioli

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OGGETTO
Chiediamo chiarimenti sulla macellazione dei 61 maiali sequestrati a Peccioli

Alle Istituzioni competenti,

scrivo in merito ai 61 maiali sequestrati nel febbraio 2026 presso un allevamento abusivo situato a Legoli, nel Comune di Peccioli, dopo essere stati trovati in condizioni di grave degrado, malnutrizione e sofferenza. Secondo quanto recentemente comunicato da Vitadacani e dalla Rete dei Santuari di Animali Liberi, tutti gli animali sarebbero stati condotti al mattatoio, nonostante le associazioni avessero chiesto di mantenerli in vita e si fossero attivate per individuare strutture disponibili ad accoglierli.

Sequestro Peccioli

La notizia desta profondo sconcerto, soprattutto considerando che gli animali erano stati posti sotto sequestro nell’ambito di un procedimento riguardante presunti maltrattamenti e che, secondo le associazioni coinvolte, il trasferimento al mattatoio sarebbe avvenuto senza alcuna preventiva comunicazione. Riteniamo indispensabile fare piena chiarezza su quanto accaduto.

Chiediamo pertanto:

di chiarire quale AutoritĂ  abbia disposto il trasferimento e la macellazione dei 61 maiali, indicando la data, il contenuto e i presupposti normativi del relativo provvedimento;

di comunicare quali accertamenti sanitari siano stati effettuati sugli animali e se siano state rilevate patologie o condizioni tali da impedire il loro affidamento a strutture autorizzate;

di precisare se siano stati eseguiti esami per la peste suina africana e, in caso affermativo, quale ne sia stato l’esito;

di chiarire se le disponibilità manifestate dalla Rete dei Santuari e dalle altre associazioni siano state formalmente valutate e per quali ragioni non sia stato possibile procedere all’affidamento degli animali;

di verificare se, prima della macellazione, siano state concretamente considerate tutte le soluzioni alternative compatibili con le esigenze sanitarie, giudiziarie e di biosicurezza;

di chiarire perché le associazioni che stavano collaborando alla ricerca delle sistemazioni non siano state preventivamente informate;

di accertare la piena legittimità, necessità e proporzionalità della decisione adottata, tenendo conto anche della particolare condizione degli animali sottoposti a sequestro nell’ambito di un procedimento per presunto maltrattamento;

di rendere pubblici, nei limiti consentiti dalle indagini e dalla normativa vigente, i chiarimenti e gli atti essenziali relativi alla vicenda;

di adottare procedure che, nei futuri sequestri per maltrattamento, assicurino la tempestiva valutazione dell’affidamento degli animali a santuari o ad altre strutture idonee, evitando che il sequestro si concluda con la loro macellazione quando esistano alternative concretamente praticabili.

Confidando in un sollecito riscontro e in un approfondito accertamento di quanto accaduto, porgiamo cordiali saluti.

Collettivo Voce Animale

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