Cane morto nel trasportino a Erice
conclusa
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Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito al gravissimo ritrovamento avvenuto il 25 agosto 2026 davanti alla chiesa di San Michele, a Casa Santa di Erice, dove un cane di piccola taglia è stato rinvenuto senza vita all’interno di un trasportino. Il decesso è stato constatato dal Servizio veterinario dell’ASP di Trapani. Secondo la ricostruzione resa pubblica dall’animalista Enrico Rizzi, che dovrà essere verificata dalle autorità, il cane sarebbe stato visto ancora vivo nel pomeriggio precedente e un cittadino avrebbe chiamato il 112, ricevendo l’indicazione di rivolgersi a un altro ente. Una seconda segnalazione sarebbe stata effettuata intorno alle ore 7 del mattino successivo, quando il cane appariva ormai morto. Anche in questa occasione la cittadina sarebbe stata indirizzata alla Polizia Locale, i cui uffici a quell’ora sarebbero risultati chiusi.
Erice, cane morto in un trasportino davanti alla chiesa di San Michele
Qualora tale ricostruzione fosse confermata, sarebbe indispensabile accertare non soltanto le responsabilità di chi ha rinchiuso e lasciato il cane nel trasportino, ma anche la gestione delle richieste di soccorso, verificando se un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarlo.
La vicenda potrebbe assumere rilievo ai sensi degli articoli 544-bis, 544-ter e 727 del Codice penale, oltre a eventuali ulteriori fattispecie che spetterà esclusivamente all’Autorità Giudiziaria individuare.
Chiediamo pertanto:
l’immediata acquisizione e conservazione delle immagini di tutte le telecamere pubbliche e private presenti nella zona, prima che vengano sovrascritte;
la verifica del microchip e di ogni elemento utile a risalire al proprietario o detentore del cane;
l’esecuzione di un esame necroscopico per determinare causa e momento presumibile della morte e accertare eventuali sofferenze precedenti;
l’acquisizione e la conservazione delle registrazioni, delle schede operative e dei dati relativi alle chiamate effettuate al 112;
la verifica degli orari delle segnalazioni, delle risposte fornite e dell’eventuale inoltro delle richieste alle centrali o agli enti competenti;
l’accertamento dell’eventuale possibilità di salvare il cane mediante un intervento tempestivo;
la verifica di eventuali responsabilità, tanto per l’abbandono quanto per possibili omissioni nella gestione delle richieste di soccorso;
di contattare i cittadini che avrebbero effettuato le chiamate, affinché testimonianze e documentazione siano formalmente acquisite;
l’adozione di un protocollo operativo che impedisca, in futuro, che una segnalazione riguardante un animale in possibile pericolo di vita venga respinta o affidata a un rimpallo di competenze;
un riscontro pubblico sugli accertamenti avviati.
Chiediamo che ogni profilo venga approfondito con urgenza e che siano individuate tutte le eventuali responsabilità. Un animale chiuso in un trasportino e in possibile pericolo di vita non può essere lasciato senza soccorso.
In attesa di un sollecito riscontro, porgiamo distinti saluti.
Collettivo Voce Animale