Chiediamo le dimissioni del Sindaco di Giussago e del Comandante della Polizia Locale
conclusa
Testo e-mail
Oggetto:
Gravi e reiterate omissioni d'atti d'ufficio, tolleranza di abusivismo edilizio e sanitario cinquantennale (dal 1979) relativo al noto allevamento di Giussago, mancata tutela della salute pubblica e omesso sequestro preventivo di aree con abbandono incontrollato di rifiuti (ex Art. 256 D.Lgs. 152/2006)
Spett.le COMUNE DI GIUSSAGO
All'attenzione del Sindaco pro tempore
Al Comando della Polizia Locale di Giussago
All'attenzione del Comandante pro tempore
E p.c. Alla PREFETTURA DI PAVIA
All'attenzione di S.E. il Prefetto
ISTANZA PUBBLICA DI DIFFIDA, ESPOSTO POPOLARE E APPELLO FORMALE PER LE DIMISSIONI IMMEDIATE DEL SINDACO E DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE
I cittadini sottoscrittori del presente appello, costituitisi in assemblea civica per la difesa della legalità , della salute pubblica e del territorio del Comune di Giussago, intendono formalizzare con il presente atto una netta e irrevocabile contestazione e censura nei confronti dei vertici dell'Amministrazione Comunale e del Comando di Polizia Locale, chiedendone l'immediata cessazione dalle rispettive cariche istituzionali.
1. PREMESSA E RICOSTRUZIONE DEI FATTI
Le recenti risultanze investigative di carattere giornalistico e gli atti formali emersi in data 20 giugno 2026 hanno svelato uno scenario di totale e inaccettabile inadempienza amministrativa che si protrae, nel silenzio e nell'inerzia delle autorità comunali, da quasi mezzo secolo. Nello specifico, l'attività zootecnica, iscritta alla Camera di Commercio di Pavia sin dal 1979 quale allevamento di bovini da latte, ha condotto e continua a condurre le proprie operazioni nel territorio di Giussago in assoluta e palese violazione delle più elementari norme di legge vigenti nella Repubblica Italiana.
2. LE VIOLAZIONI URBANISTICHE, EDILIZIE E SANITARIE RILEVATE
La gravità della situazione è compendiata dai seguenti punti oggettivi, accertati dagli organi di controllo (ARPA e ATS Veterinaria di Pavia) ma sistematicamente privati delle dovute e obbligatorie conseguenze sanzionatorie ripristinatorie:
– Abusivismo Edilizio Totale (dal 1979): Le strutture strutturali e i manufatti impiegati dall'allevamento zootecnico risultano in larghissima parte privi di regolare titolo edilizio, configurando una situazione di insanabile abusivismo edilizio che si protrae da ben 47 anni, in totale dispregio dei regolamenti urbanistici comunali.
– Incompatibilità Catastale del Suolo: Il terreno sul quale sorge ed opera l'allevamento intensivo risulta catastalmente classificato come "Seminativo Irriguo di Classe 3", ovvero una risaia. L'attività zootecnica viene pertanto esercitata su un suolo avente una destinazione d'uso radicalmente incompatibile, in assenza di qualsiasi variante urbanistica.
– Assenza di Segnalazione Certificata (SCIA): L'allevamento è privo della prescritta Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per le industrie insalubri. Ai sensi dell'art. 216 del Regio Decreto 1265/1934 e del Decreto Ministeriale 05/09/1994, gli allevamenti animali sono tassativamente classificati come "Industrie Insalubri di I Classe". La totale assenza della SCIA priva l'Amministrazione della certificazione tecnica giurata attestante la conformità igienico-sanitaria (Regolamento Locale d'Igiene), la sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08) e i requisiti minimi di benessere animale (D.Lgs. 146/01).
3. IL GRAVE DANNO AMBIENTALE E L'OMESSO SEQUESTRO
Un anno fa, in data 19 agosto 2025, veniva accertato un massiccio e incontrollato abbandono di rifiuti di ogni genere nei terreni circostanti l'allevamento, aree in cui i bovini sono costretti a pascolare. Il verbale redatto dalla stessa Polizia Locale in data 20 maggio 2026 – a seguito di un sopralluogo con ARPA e ATS – certifica che, a distanza di un intero anno, la situazione di degrado ambientale è solo "parzialmente rientrata", in quanto numerosi rifiuti non sono ancora stati rimossi e albergano tuttora sul suolo, con grave e imminente rischio di contaminazione chimica e biologica del terreno, dell'aria e delle falde acquifere. A fronte del reato palese di cui all'art. 256 del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che impone l'immediato sequestro preventivo penale dell'area per impedire l'aggravamento del danno all'ecosistema e alla filiera alimentare, nessuna misura cautelare reale è stata disposta o richiesta dalla Polizia Locale o dal Sindaco.
4. L'ATTO ILLEGITTIMO DI DEROGA DELLA POLIZIA LOCALE
Anziché procedere alla doverosa chiusura amministrativa e all'apposizione dei sigilli a un'attività industriale insalubre totalmente abusiva, priva di SCIA e inquinante, la Polizia Locale di Giussago si è resa protagonista di un atto che esorbita dalle proprie competenze istituzionali. Nel verbale summenzionato, la Polizia Locale ha formulato una "diffida a regolarizzare entro il termine di 30 giorni la posizione amministrativa". Tale provvedimento appare palesemente illegittimo e privo di fondamento giuridico. Un organo di vigilanza e di polizia giudiziaria ed esecutiva non possiede la facoltà di concedere sanatorie o deroghe temporanee all'esercizio di attività prive di autorizzazione legale, specialmente laddove manchino i presupposti urbanistici basilari (essendo il terreno una risaia). Si è assistito, di fatto, a una surreale tolleranza e legalizzazione temporanea di un illecito conclamato.
5. LA SCADENZA DEI TERMINI E LA PERSISTENTE INERZIA
I 30 giorni illegittimamente concessi dalla Polizia Locale sono improrogabilmente spirati alla mezzanotte del 19 giugno 2026. La mattina del 20 giugno 2026, il Sindaco — quale massima autorità sanitaria locale ai sensi dell'art. 32 della Legge 833/1978 — avrebbe dovuto emanare un'ordinanza contingibile e urgente ordinando l'immediata cessazione dell'attività , lo sgombero coatto degli animali e la messa in sicurezza del sito, dando mandato alla Polizia Locale per l'esecuzione forzata. Ad oggi, nulla è stato compiuto. L'allevamento illegittimo prosegue indisturbato la propria attività , lasciando pascolare il bestiame in mezzo ai rifiuti residui.
6. LE RICHIESTE DEI CITTADINI
Considerato che il binomio ATS-Comune ha dato vita a una gestione della cosa pubblica che svilisce la credibilità dello Stato e delle sue istituzioni, trasformando il territorio di Giussago in un caso di vergogna e degrado ambientale nazionale, i cittadini sottoscrittori esigono:
1. Le Dimissioni Immediate del Sindaco di Giussago, per manifesta incapacità di vigilare sulla salute pubblica e sull'assetto urbanistico del territorio di propria competenza, nonché per l'omessa adozione dei provvedimenti d'urgenza prescritti dalla legge.
2. Le Dimissioni Immediate del Comandante della Polizia Locale di Giussago, per aver avallato una condotta omissiva di fronte a palesi reati edilizi e ambientali e per aver emesso provvedimenti di diffida in deroga totalmente privi di efficacia e legittimità giuridica.
3. L'intervento Sostitutivo della Prefettura di Pavia e della Procura della Repubblica affinché dispongano la chiusura immediata della struttura zootecnica abusiva, il sequestro penale preventivo dei terreni inquinati e il trasferimento degli animali in strutture idonee a garantirne il benessere.
La legge deve essere uguale per tutti. La cittadinanza non tollererà ulteriormente questo "Surreality Show" a danno della salute dei cittadini, degli animali e dell'ambiente.
Distinti saluti
COLLETTIVO VOCE ANIMALE E CITTADINI SOTTOSCRITTORI