Ferimento dell’oca di Riviera Paleocapa
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Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito al grave ferimento di una delle due oche che da anni vivono in Riviera Paleocapa, a Padova, denunciato da OIPA e riportato dalla stampa.
Secondo quanto riferito, l’animale presentava una ferita sanguinante al collo, ritenuta compatibile con un taglio. Restano ancora da accertare la dinamica, la causa della lesione e l’eventuale responsabilità di terzi. L’oca sarebbe stata successivamente presa in carico e visitata dal servizio veterinario, ma al momento non risultano pubblicamente disponibili informazioni precise sulle sue attuali condizioni, sulle cure ricevute e sulla collocazione di entrambi gli animali.
Particolarmente preoccupanti sono anche i tempi del soccorso. OIPA riferisce di essersi attivata fin dalle ore 7, incontrando però un prolungato rimpallo di responsabilità tra gli uffici contattati. Soltanto intorno alle ore 10 sarebbe stato individuato il servizio veterinario competente.
Non si tratterebbe inoltre del primo episodio: le due oche, divenute una presenza familiare per residenti e passanti, sarebbero già state in passato oggetto di atti ostili. Qualora fosse accertata una condotta volontaria, i fatti potrebbero assumere rilievo ai sensi dell’articolo 544-ter del Codice penale. Spetterà naturalmente alle autorità competenti ricostruire l’accaduto e verificare la sussistenza di eventuali responsabilità.
Chiediamo pertanto:
di comunicare le attuali condizioni di salute dell’oca ferita, l’esito della visita veterinaria, le cure somministrate e la collocazione di entrambi gli animali;
di garantire all’oca ferita tutte le cure e il periodo di riabilitazione eventualmente necessari;
di accertare la dinamica e la causa della lesione, verificando l’eventuale responsabilità di terzi;
di acquisire tempestivamente testimonianze e immagini degli impianti di videosorveglianza eventualmente presenti nella zona;
di intensificare la vigilanza in Riviera Paleocapa, soprattutto negli orari maggiormente a rischio;
di adottare misure concrete per proteggere stabilmente entrambe le oche da nuove aggressioni, evitando separazioni o trasferimenti non giustificati da effettive esigenze sanitarie o di sicurezza;
di chiarire pubblicamente quale ente debba essere contattato in presenza di animali feriti o in pericolo nel territorio comunale;
di predisporre un protocollo operativo condiviso tra Comune, Polizia Locale, Polizia Provinciale e Servizio veterinario dell’ULSS 6, affinché gli interventi futuri siano tempestivi e non si ripetano rimpalli di responsabilità;
di comunicare gli accertamenti svolti, gli eventuali provvedimenti adottati e le misure previste per prevenire ulteriori episodi.
Restiamo in attesa di un cortese riscontro scritto.
Cordiali saluti.
Collettivo Voce Animale