Chiediamo accertamenti sulla morte di Rufus
conclusa
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Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito alla drammatica vicenda di Rufus, il bassotto di un anno affidato a una pensione per cani del Luganese e ritrovato senza vita il 14 agosto 2026, dopo oltre dieci giorni di ricerche. Secondo quanto riportato dalla stampa, il 2 agosto la famiglia avrebbe ricevuto la comunicazione della scomparsa di Rufus. Inizialmente si sarebbe parlato di una fuga avvenuta dopo la presunta aggressione da parte di un altro cane al Parco Tre Pini, tra Massagno e Savosa.
Successivamente sarebbe emersa una ricostruzione differente, secondo la quale Rufus sarebbe stato trovato privo di sensi dalla persona che lo aveva in custodia. Restano pertanto da chiarire le condizioni in cui il cane si trovava, quanto accaduto nelle ore successive e le ragioni delle versioni apparentemente contraddittorie diffuse sulla sua scomparsa.
I resti di Rufus sono stati infine rinvenuti dai volontari di Acchiappalevrieri Ticino in una zona verde nascosta dalle sterpaglie, nel circondario della pensione alla quale era stato affidato. L’identificazione è avvenuta attraverso il microchip. Sul posto è intervenuta la Polizia e i resti sarebbero stati consegnati al veterinario della famiglia per gli esami necessari.
https://www.tio.ch/ticino/cronaca/1944037/stato-rufus-ricerche-volontari-cane
Considerata la gravità della vicenda, chiediamo:
che vengano accertate con precisione la causa e l’epoca della morte di Rufus, disponendo, qualora non sia già stata effettuata, un’autopsia veterinaria completa;
che siano documentate eventuali lesioni, traumi o altri elementi utili a stabilire che cosa sia accaduto al cane;
che venga ricostruita la sequenza degli eventi a partire dal momento in cui Rufus sarebbe stato trovato privo di sensi, verificando dove sia stato condotto e da chi;
che vengano approfondite le difformità tra la prima versione relativa alla presunta fuga dopo l’aggressione di un cane e le informazioni emerse successivamente;
che venga chiarito su quali elementi si basasse la comunicazione, diffusa già il 10 agosto, secondo cui Rufus non era più vivo, quando il corpo non era ancora stato ritrovato;
che vengano acquisite e conservate le comunicazioni, le fotografie, i messaggi, gli eventuali filmati e ogni altro elemento utile alla ricostruzione dei fatti;
che l’Ufficio del veterinario cantonale verifichi la natura dell’attività di pensione o accudimento, l’eventuale autorizzazione richiesta e l’adeguatezza della struttura e delle modalità di gestione degli animali;
che venga verificata la presenza, nei medesimi giorni, di altri animali affidati alla struttura e che siano tutelati quelli eventualmente ancora presenti;
che, qualora emergano violazioni della Legge federale sulla protezione degli animali o di altre disposizioni applicabili, siano adottati i provvedimenti di competenza;
che vengano forniti, compatibilmente con il segreto istruttorio e la tutela delle persone coinvolte, aggiornamenti sugli accertamenti avviati.
Precisiamo che con la presente non intendiamo attribuire responsabilità individuali non ancora accertate, ma chiediamo che una vicenda tanto grave e caratterizzata da ricostruzioni contrastanti venga chiarita concretamente dalle Autorità competenti.
Confidando in un attento riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Collettivo Voce Animale