Contrarietà dei Comuni piemontesi al DDL Caccia

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OGGETTO
Contrarietà dei Comuni piemontesi al DDL Caccia

Ai Sindaci, ai Presidenti dei Consigli comunali e alle Amministrazioni dei Comuni di Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbania e Vercelli,

scrivo in merito al Disegno di legge S. 1552, recante modifiche alla Legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio, già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera dei deputati. La presente comunicazione è rivolta congiuntamente ai sette Comuni capoluogo piemontesi indicati, invitati a seguire l’importante esempio della Città di Cuneo.

Riteniamo che il provvedimento presenti aspetti fortemente preoccupanti, suscettibili di indebolire la tutela della fauna selvatica, della biodiversità, degli habitat naturali e della sicurezza pubblica, ampliando le possibilità di esercizio dell’attività venatoria e ridimensionando il ruolo tecnico-scientifico dell’ISPRA.

La fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato e deve essere protetta nell’interesse dell’intera collettività. Le decisioni riguardanti la sua conservazione non possono essere subordinate agli interessi di una singola categoria.

Il Consiglio comunale di Cuneo ha approvato un ordine del giorno sul DDL S. 1552, impegnando la Sindaca e la Giunta a sostenere presso le istituzioni nazionali maggiori tutele per la fauna selvatica e la biodiversità, il coinvolgimento della Commissione Ambiente della Camera e la salvaguardia del ruolo scientifico dell’ISPRA. Questa iniziativa dimostra come anche le amministrazioni comunali possano far sentire la propria voce su una questione nazionale che coinvolge direttamente la tutela degli animali, dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini.

https://consigliocomunale.comune.cuneo.it/wp-content/uploads/2026/07/Ogg.03.pdf

Chiediamo pertanto:

che ciascun Consiglio comunale esamini e approvi una mozione o un ordine del giorno che esprima formalmente contrarietà alle disposizioni del DDL S. 1552 suscettibili di ridurre la tutela della fauna selvatica, della biodiversità e della sicurezza pubblica;
che i Sindaci e le Giunte comunali trasmettano la posizione assunta alla Presidenza della Camera, alle Commissioni parlamentari competenti, al Governo e alla Regione Piemonte;
che venga richiesto il pieno coinvolgimento della Commissione Ambiente della Camera nell’esame del provvedimento;
che siano salvaguardati l’autonomia, il ruolo tecnico-scientifico e i pareri dell’ISPRA;
che non vengano indeboliti i divieti e le garanzie previsti dalla Legge n. 157 del 1992 e dalla normativa europea;
che la presente comunicazione venga trasmessa ai Presidenti dei Consigli comunali, ai capigruppo e alle Commissioni consiliari competenti.

Una posizione condivisa dei Comuni capoluogo del Piemonte rappresenterebbe un segnale istituzionale particolarmente significativo e potrebbe sollecitare anche il Consiglio e la Giunta regionale ad assumere una posizione formale.

Confidiamo che le Amministrazioni destinatarie vogliano seguire l’esempio della Città di Cuneo, schierandosi dalla parte della fauna selvatica, della biodiversità e dell’interesse collettivo.

In attesa di un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

Collettivo Voce Animale

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