Accertamenti sullo sversamento nel Naviglio Grande e sul ferimento del cigno reale
conclusa
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Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito al grave sversamento di idrocarburi verificatosi nel Naviglio Grande a partire dal 4 settembre 2026, originatosi nell’area di Magenta e propagatosi per diversi chilometri fino alla Darsena di Milano. Secondo quanto riportato, la contaminazione avrebbe provocato gravissimi danni all’ecosistema e coinvolto numerosi animali selvatici. Un cigno reale, già ferito da diversi pallini da arma da fuoco, non sarebbe riuscito ad allontanarsi ed è rimasto pesantemente imbrattato dal materiale oleoso. L’animale è stato ricoverato presso il Centro recupero fauna selvatica “La Fagiana” della LIPU, dove una radiografia avrebbe evidenziato pallini in più parti del corpo e una lesione a un’ala. Anche una gallinella d’acqua, trovata completamente imbrattata e in condizioni critiche, e una tortora dal collare sono state affidate alla struttura. La LIPU teme che molti altri animali possano essere stati colpiti e che lo sversamento abbia compromesso la biodiversità dei Navigli e dei canali d’irrigazione.
Considerata la possibile rilevanza dei fatti ai sensi del D.Lgs. 152/2006, dell’art. 452-bis c.p. in materia di inquinamento ambientale, della Legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica e, per quanto riguarda il ferimento del cigno, degli artt. 544-ter e 727-bis c.p., riteniamo indispensabile fare piena chiarezza sulle cause, sulle responsabilità e sulle conseguenze dell’accaduto.
Chiediamo pertanto di:
accertare con precisione l’origine, la natura e la quantità delle sostanze riversate nel Naviglio Grande;
individuare i responsabili dello sversamento e adottare tutti i provvedimenti previsti dalla legge;
verificare l’effettiva estensione della contaminazione delle acque, dei sedimenti, delle sponde e dei canali collegati;
rendere pubblici, nel rispetto delle indagini in corso, i risultati delle analisi ambientali effettuate;
proseguire il monitoraggio dell’acqua e dell’ecosistema anche dopo la conclusione delle operazioni emergenziali;
predisporre interventi di bonifica e ripristino ambientale adeguati alla gravitĂ del danno;
effettuare una ricognizione della fauna coinvolta, compresi gli animali morti, feriti o dispersi;
garantire il recupero e le cure degli animali contaminati, collaborando con la LIPU e con i centri autorizzati;
accertare le circostanze nelle quali il cigno reale è stato raggiunto dai pallini e individuare l’autore dello sparo;
comunicare gli interventi giĂ effettuati, gli esiti degli accertamenti e le ulteriori misure programmate.
In attesa di un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.
Collettivo Voce Animale