Richiesta urgente di accertamenti sull’uccisione di cinque cuccioli di cinghiale a Lingueglietta
conclusa
Testo e-mail
Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito a un grave episodio che, secondo testimonianze raccolte sul posto, sarebbe avvenuto tra il 6 e il 7 settembre 2026 a Lingueglietta, nel Comune di Cipressa. Cinque cuccioli di cinghiale, ancora con la livrea striata, sarebbero rimasti intrappolati per molte ore, durante l’intera notte, all’interno di una gabbia di cattura collocata nei pressi di alcune abitazioni. I residenti avrebbero udito ripetuti lamenti e violenti colpi contro la struttura metallica. Sempre secondo quanto riferito, la madre sarebbe rimasta all’esterno della gabbia, richiamando i propri piccoli e tentando inutilmente di raggiungerli. La mattina successiva sarebbe intervenuto un soggetto armato, presumibilmente incaricato delle operazioni di controllo faunistico, che avrebbe abbattuto i cinque animali.
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La presente comunicazione non intende anticipare conclusioni né formulare accuse nei confronti di soggetti non ancora identificati, ma richiedere una verifica puntuale dei fatti, delle autorizzazioni e delle modalità operative adottate. Particolare preoccupazione desta la possibile permanenza degli animali nella gabbia per molte ore, in condizioni di forte agitazione e sofferenza. Riteniamo necessario accertare se la struttura fosse sottoposta alla sorveglianza prevista, con quale frequenza dovesse essere controllata e se fosse possibile intervenire più rapidamente. Ulteriori dubbi riguardano l’impiego di un’arma da fuoco in prossimità delle abitazioni e le conseguenti misure predisposte per tutelare l’incolumità dei residenti.
Secondo le testimonianze, inoltre, dopo l’abbattimento sarebbero rimaste tracce di sangue sul selciato e le carcasse sarebbero state trasportate mediante un’automobile privata. Tali circostanze rendono indispensabile verificare anche il rispetto delle disposizioni sanitarie e di biosicurezza, particolarmente rilevanti in relazione alla peste suina africana.
Con la presente chiediamo:
di accertare con urgenza l’esatta dinamica dell’episodio;
di identificare il soggetto responsabile della gabbia e quello che ha materialmente eseguito gli abbattimenti;
di verificare chi abbia autorizzato l’installazione e l’impiego della struttura di cattura;
di verificare se la gabbia fosse collocata su un terreno pubblico o privato e se fossero presenti tutte le necessarie autorizzazioni;
di comunicare quale piano, ordinanza o provvedimento autorizzasse l’intervento;
di verificare per quanto tempo gli animali siano rimasti intrappolati e con quale frequenza la gabbia sia stata controllata;
di accertare se le modalità di gestione e abbattimento abbiano evitato sofferenze non necessarie e rispettato i protocolli previsti;
di verificare le abilitazioni, l’incarico e le autorizzazioni possedute dal soggetto armato;
di accertare il rispetto delle distanze di sicurezza e delle altre precauzioni previste per l’impiego di armi da fuoco in prossimità di abitazioni, strade e luoghi frequentati;
di verificare se l’area sia stata adeguatamente delimitata e se i residenti siano stati preventivamente informati;
di accertare il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di biosicurezza durante l’abbattimento, la movimentazione e il trasporto dei corpi;
di chiarire se siano stati effettuati i campionamenti previsti per la sorveglianza della peste suina africana;
di verificare quale mezzo sia stato utilizzato per il trasporto e se fosse idoneo e autorizzato;
di comunicare la destinazione dei corpi e chiarire se siano stati avviate allo smaltimento, al trattamento o al consumo;
di verificare se l’area sia stata correttamente pulita e disinfettata;
di valutare l’effettiva coerenza e utilità dell’operazione rispetto agli obiettivi dichiarati dal piano di controllo;
di adottare gli eventuali provvedimenti di competenza qualora emergano irregolarità , omissioni o responsabilità ;
di assicurare, per le future catture, controlli tempestivi delle gabbie e procedure che impediscano il protrarsi di condizioni di paura e sofferenza;
di fornire un riscontro sugli accertamenti svolti e sui relativi esiti.
Il controllo della fauna selvatica, anche quando autorizzato, deve essere attuato nel rispetto della legalità , della sicurezza pubblica, delle prescrizioni sanitarie e del principio di evitare ogni sofferenza non necessaria.
Confidiamo pertanto in un intervento tempestivo e trasparente delle Autorità competenti.
Cordiali saluti
Collettivo Voce Animale