Cucciolo maltrattato – Settimo Torinese
conclusa
Testo e-mail
Oggetto:
ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA per maltrattamento animale, detenzione incompatibile e omissioni di atti dovuti
Spettabile Comune di Settimo Torinese
La/Il sottoscritta/o espone quanto segue.
Nel Comune di Settimo Torinese, in via Modigliani, è da settimane segnalata la presenza di un cane CUCCIOLO, detenuto stabilmente all’esterno, lasciato in condizioni ambientali caratterizzate da temperature rigide, isolamento prolungato e totale assenza di interazioni adeguate alla sua età e ai suoi bisogni etologici primari.
L’animale manifesta pianto persistente e reiterato, in particolare nelle ore notturne, comportamento unanimemente riconosciuto dalla letteratura veterinaria ed etologica come chiaro indicatore di stress, sofferenza psicofisica e stato di disagio grave, tanto più significativo trattandosi di un cucciolo, quindi di un soggetto particolarmente vulnerabile.
Il pianto non è episodico né occasionale, ma continuativo e protratto nel tempo, tale da essere percepito da numerosi residenti e da aver generato centinaia di segnalazioni, telefonate ed email, nonché ampia risonanza pubblica e mediatica.
Nonostante ciò, la situazione risulta tuttora invariata e il cucciolo continua a essere detenuto nelle medesime condizioni.
Risulta che vi siano stati uno o piĂą sopralluoghi da parte di enti competenti; tuttavia, allo stato attuale:
– non risultano relazioni veterinarie scritte e circostanziate sullo stato psicofisico dell’animale
– non risulta effettuata alcuna valutazione etologica del comportamento di pianto persistente
– non risultano verbali ufficiali completi dei controlli effettuati
– non risultano provvedimenti adottati, né motivazioni formali di archiviazione o di ritenuta “regolarità ” della situazione
La gestione della vicenda appare quindi limitata a valutazioni informali, verbali o meramente burocratiche, incapaci di affrontare la sostanza della sofferenza dell’animale.
Si evidenzia che la circostanza che l’animale sia un cucciolo costituisce elemento aggravante: un cucciolo non può essere lasciato solo, all’esterno, esposto al freddo e a stress prolungato, né tantomeno destinato a “fare la guardia”, pratica del tutto incompatibile con la sua età , con la sua natura e con le più elementari norme di tutela.
La condotta descritta appare penalmente rilevante ai sensi degli articoli 544-ter e 727 del Codice Penale, che tutelano gli animali da sofferenze anche di natura psicofisica e derivanti da omissioni, alla luce delle recenti modifiche e del rafforzamento normativo entrati in vigore nel 2025, che impongono un’interpretazione più rigorosa e preventiva della tutela animale, soprattutto in presenza di soggetti vulnerabili quali i cuccioli.
Si evidenzia inoltre come il perdurare dell’inerzia, nonostante le numerose segnalazioni e la chiara manifestazione di sofferenza, sollevi seri interrogativi circa:
– l’effettiva applicazione della normativa vigente
– il rispetto degli obblighi di vigilanza e tutela previsti dalla legge
– l’eventuale sussistenza di omissioni di atti dovuti da parte dei soggetti pubblici coinvolti
La situazione descritta pone altresì una questione di uniformità nell’applicazione della legge, considerato che in numerosi altri Paesi dell’Unione Europea condizioni analoghe, soprattutto quando riguardano cuccioli, comportano interventi immediati di tutela e sequestro preventivo.
Con il presente esposto si chiede pertanto che la Procura voglia:
– accertare la sussistenza di eventuali ipotesi di reato
– acquisire da Comune, ASL veterinaria e Polizia Locale tutti gli atti, verbali, relazioni e documentazioni prodotte in relazione al caso
– verificare l’adeguatezza e la completezza dei controlli effettuati
– accertare eventuali omissioni o ritardi nell’esercizio dei doveri di tutela
– valutare l’adozione di provvedimenti urgenti a tutela dell’animale, qualora la condizione di sofferenza risulti persistente
Si chiede infine che venga valutato quanto tempo e quante segnalazioni debbano ancora trascorrere prima che una situazione di sofferenza reiterata, evidente e documentata venga ritenuta meritevole di un intervento effettivo, prima che il danno diventi irreversibile.
Distinti saluti