Richiesta di accertamenti e iniziative preventive dopo l’aggressione avvenuta a Busa di Vigonza
conclusa
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Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito al grave episodio avvenuto, secondo quanto riportato dalla stampa, in via Pascoli a Busa di Vigonza, dove un cane sarebbe riuscito a uscire dal cortile di un’abitazione, aggredendo un anziano e uccidendo il piccolo cane che l’uomo teneva tra le braccia. La vicenda sarebbe stata causata dal cedimento di barriere in legno non sufficienti a impedire la fuga dell’animale.
Riteniamo fondamentale chiarire che il pitbull non ha alcuna colpa e non deve essere criminalizzato a causa della sua razza. La responsabilità della custodia, della sicurezza delle recinzioni e della prevenzione ricade interamente sulle persone che detengono gli animali.
Chi accoglie un cane ha il dovere di conoscerne la forza, le caratteristiche e le esigenze, adottando tutte le precauzioni necessarie affinché non possa fuggire e provocare conseguenze tragiche. Non è sufficiente sostenere che il cane non avesse mai manifestato comportamenti simili: la prevenzione deve intervenire prima che accada l’irreparabile.
È inoltre indispensabile spiegare chiaramente ai proprietari che anche figli, nipoti, parenti, amici, ospiti e lavoratori che accedono all’abitazione devono essere istruiti a richiudere sempre cancelli, porte e altri accessi. Una sola disattenzione può costare la vita a un animale o provocare gravissime lesioni alle persone.
La normativa sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani stabilisce precise responsabilità a carico dei "proprietari" e dei detentori, chiamati a garantire il benessere, il controllo e la corretta gestione degli animali e a rispondere degli eventuali danni o delle lesioni da essi provocati.
Chiediamo pertanto di:
accertare la dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità per l’inadeguata custodia del cane;
verificare l’idoneità e la sicurezza delle recinzioni e degli accessi dell’abitazione;
prescrivere ai detentori tutte le misure necessarie per impedire ulteriori fughe;
garantire una seria valutazione veterinaria e comportamentale del cane, evitando che venga punito per responsabilità riconducibili alla condotta umana;
promuovere una campagna informativa sull’obbligo di custodire correttamente i cani e installare recinzioni solide e adeguate alla loro forza, altezza e capacità di salto o arrampicata;
spiegare ai proprietari che figli, nipoti, parenti, amici, ospiti e lavoratori devono essere istruiti a richiudere sempre cancelli, porte e altri accessi;
ricordare pubblicamente che la responsabilità non dipende dalla razza del cane, ma dalla capacità delle persone di custodirlo e gestirlo correttamente;
comunicare gli accertamenti effettuati e le misure adottate.
Confidiamo in un intervento concreto che tuteli contemporaneamente la sicurezza delle persone, degli altri animali e dello stesso cane coinvolto, senza trasformarlo nel capro espiatorio di una custodia risultata evidentemente inadeguata.
Cordiali saluti.
Collettivo Voce Animale