Tutela e futuro dei cani sequestrati a Giandomenico Oliverio
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Alle Istituzioni competenti,
scrivo in merito ai cani sequestrati nell’aprile 2025 a Giandomenico Oliverio, nel territorio di Caccuri, e successivamente trasferiti presso una struttura privata. Secondo quanto riportato dalla stampa, il provvedimento avrebbe interessato 14 cani identificati con microchip, intestati a Oliverio e ai suoi familiari, oltre ad altri animali non identificati.
Siamo consapevoli che la vicenda sia oggetto di un procedimento giudiziario ancora in corso e non intendiamo interferire con l’attività dell’Autorità giudiziaria, discutere le responsabilità contestate o richiedere informazioni coperte dal segreto investigativo. La nostra preoccupazione riguarda esclusivamente la tutela e il futuro degli animali coinvolti. La permanenza prolungata in canile può infatti incidere sul loro equilibrio comportamentale e sul loro benessere, soprattutto quando gli animali erano abituati a vivere stabilmente con una persona di riferimento.
Giandomenico Oliverio è conosciuto da numerosi cittadini e volontari per avere accolto e mantenuto, senza apparente scopo di lucro, cani provenienti da situazioni di abbandono e randagismo. Ferma restando la necessità di rispettare ogni prescrizione sanitaria, amministrativa e giudiziaria, riteniamo importante verificare se le eventuali criticità della precedente sistemazione possano essere superate attraverso interventi di adeguamento e un percorso concordato con le autorità competenti.
Chiediamo pertanto:
di garantire costantemente ai cani cure veterinarie, movimento, socializzazione e condizioni compatibili con le loro esigenze etologiche;
di assicurare controlli periodici da parte del Servizio veterinario competente sulla struttura nella quale sono custoditi;
di evitare, per quanto consentito dai provvedimenti giudiziari, che gli animali subiscano un isolamento affettivo e una permanenza indefinita in canile;
di favorire un confronto istituzionale finalizzato a individuare una soluzione rispettosa della legge e del benessere degli animali;
di fornire, nei limiti consentiti dalla normativa e senza divulgare informazioni riservate, rassicurazioni generali sulla tutela assicurata agli animali.
La presente iniziativa non intende contestare il sequestro né esercitare pressioni sul procedimento giudiziario. Chiediamo esclusivamente che, durante tutto il tempo necessario alla definizione della vicenda, il benessere e il futuro dei cani rimangano una priorità concreta.
Confidando nell’attenzione delle Istituzioni, restiamo in attesa di un riscontro e porgiamo distinti saluti.
Collettivo Voce Animale