Richiesta di tutela degli animali in Trentino e nell’Alto Garda

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OGGETTO
Richiesta di tutela degli animali in Trentino e nell’Alto Garda

Alle Istituzioni competenti,

scrivo in merito ai piani di prelievo venatorio approvati per la stagione 2026-2027 in Provincia autonoma di Trento e nel comprensorio alpino Alto Garda CA8, che prevedono l’uccisione di migliaia di ungulati, compresi numerosi mufloni.

Secondo quanto riportato dalla stampa, in Trentino sarebbe stato autorizzato il prelievo di circa 13.000 animali tra cervi, caprioli, camosci e mufloni. Particolarmente preoccupante inoltre la previsione di abbattere 129 mufloni su una popolazione residua stimata in circa 400 esemplari, già fortemente diminuita rispetto agli oltre 1.400 individui censiti prima del 2019.
https://www.greenme.it/animali/animali-selvatici/trentino-via-libera-caccia-muflone/

Nel comprensorio Alto Garda CA8, Regione Lombardia avrebbe invece autorizzato il prelievo di 278 ungulati, suddivisi in 205 cervi, 45 caprioli e 28 mufloni. Per questi ultimi si tratterebbe di circa un quarto dell’intera popolazione censita.

Riteniamo che numeri di tale portata richiedano la massima trasparenza, una valutazione scientifica particolarmente rigorosa e l’esame preventivo di ogni soluzione incruenta concretamente applicabile. La fauna selvatica, ai sensi dell’articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale.

La qualificazione del muflone come specie alloctona non può trasformarsi automaticamente nella giustificazione per eliminare una parte così rilevante degli individui superstiti, soprattutto considerando che la loro introduzione nei territori alpini è stata determinata dall’essere umano per finalità prevalentemente venatorie.

Per la parte del piano riguardante la Zona di Protezione Speciale Alto Garda Bresciano, riteniamo inoltre indispensabile rendere pienamente accessibili la Valutazione di incidenza ambientale prevista dall’articolo 5 del DPR 357/1997, il parere dell’ISPRA e tutti gli studi sui possibili effetti diretti e indiretti sulle specie e sugli habitat tutelati.

Chiediamo pertanto di:

sospendere con urgenza l’esecuzione dei piani di abbattimento, fino al completamento di un riesame tecnico-scientifico indipendente e trasparente;
rendere pubblici i censimenti completi, le metodologie utilizzate, i dati disaggregati per specie, sesso, classe di età e territorio, i pareri ISPRA e gli atti autorizzativi;
verificare attraverso esperti indipendenti l’effettiva consistenza delle popolazioni e l’impatto cumulativo dei prelievi, della predazione naturale, delle attività umane e dei cambiamenti ambientali;
pubblicare, per il comprensorio Alto Garda CA8, la Valutazione di incidenza ambientale e le relative prescrizioni riguardanti la Zona di Protezione Speciale;
adottare prioritariamente misure incruente, quali prevenzione degli incidenti stradali, protezione delle coltivazioni, corridoi ecologici, riduzione delle fonti artificiali di concentrazione degli animali e monitoraggio non invasivo;
istituire un tavolo tecnico aperto anche a zoologi, etologi e associazioni di tutela animale e ambientale indipendenti dagli interessi venatori;
comunicare pubblicamente quali alternative non cruente siano state valutate, con quali risultati e per quali ragioni siano state eventualmente escluse;
fornire un riscontro scritto sulle determinazioni assunte.

Confidiamo pertanto in un intervento responsabile e nell’immediato riesame dei provvedimenti.

In attesa di un riscontro, porgiamo cordiali saluti.

Collettivo Voce Animale

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